Venerdì 2 Dicembre 2005 - 22.23
PERCHÉ RICORDARE NANNI LOY? NON ERA AVIATORE, NÉ FUTURISTA
Ma perché stupirsi che il Comune di Cagliari abbia trascurato di rendere omaggio a Nanni Loy, a dieci anni dalla morte. Dalle parti di via Roma ci si scomoda solo per gli aviatori e i futuristi. E Nanni Loy, non era né l’uno né l’altro. Era solo un bravo regista. Così, se in città si spendono da anni migliaia di euro per celebrare Roland Garros, meritevole di eterna gratitudine nei secoli per aver sorvolato la città, ci si può dimenticare di un cagliaritano che in fondo ha fatto solamente ottimo cinema. Mica imprese eroiche, mica aereo-poesia. Roma si dimostra più grata di Cagliari: Nanni Loy viene omaggiato lunedì prossimo all’Auditorium del Parco della Musica con una grande serata in suo onore. Parteciperanno i protagonisti di quel cinema italiano che visse con lui una stagione felice, da Lina Wertmuller a Dino Risi. Verrà anche proiettato 'Nanni Loy regista per caso', un documentario diretto da Carmen Giordano e Stefano Porru, già visto a Cagliari, ma per iniziativa di una lodevole associazione universitaria. Bisogna farsene una ragione, a differenza della capitale d’Italia, nella 'Capitale del Mediterraneo' funziona così. La cultura è opera dell’ingegno, si firma, come fosse il catalogo di una mostra. E la firma sotto una serata in omaggio a Nanni Loy non si è voluta mettere. Ma non era meglio rimanere capoluogo di regione?
Mercoledì 12 Ottobre 2005 - 0.44
ADDIO A SERGIO CITTI, REGISTA CHE DAVA VOCE AL POPOLO
Il cinema italiano ha perso oggi uno dei suoi più genuini autori, Sergio Citti. Per la cultura italiana, Citti era un personaggio anomalo, perchè realmente testimone oculare di vite e vicende che l'arte spesso racconta 'per sentito dire'. Per questo la sua mancanza la sentiranno anche quelli che non l'avevano neanche mai sentito nominare. A metà degli anni '50 si ritrovò nel mondo dell'arte, per essere stato consulente dialettale di Pier Paolo Pasolini nei romanzi 'Ragazzi di vita' e 'Una vita violenta'. Da lì iniziò il lungo sodalizio umano e artistico con il poeta, che lo portò a collaborare ai dialoghi per i film di Pasolini 'Accattone' e 'Mamma Roma', interpretati dal fratello Franco, e come aiuto regia in 'La ricotta', 'Uccellacci e uccellini' con Totò e Ninetto Davoli. Pier Paolo Pasolini resterà sempre figura di riferimento nel suo percorso artistico, tanto da accompagnarne il debutto come regista con Ostia, di cui l'amico PPP curò la supervisione. Le direzioni di 'Storie scellerate', 'Casotto', 'Mortacci', 'I magi randagi' e 'Vipera', oltre alla sceneggiatura di 'Salò o le 120 giornate di Sodoma' insieme a Pupi Avati, ultimo film di Pasolini, i suoi lavori che ci piace ricordare. È morto oggi, a settantadue anni, a pochi giorni dal trentesimo tragico anniversario del suo amico Pier Paolo Pasolini, ucciso in circostanze ancora poco chiare a Ostia. A questo proposito Sergio Citti aveva detto, nella scorsa primavera: 'So come è stato ucciso Pasolini. Pelosi ha mentito. Erano in cinque. È stato un complotto'.
Mercoledì 14 Settembre 2005 - 19,48
MARCELLO FOIS RISPONDE AD ARES LUSSU: GIUDICATE VOI
Nonostante il timore di farti cosa troppo gradita nel mandarti un commento ad argomenti così umilianti, ti regalo una risposta. Commentare un incontro che non è ancora avvenuto non è il massimo della correttezza professionale. Ma tu sei l'anello di congiunzione tra un cecchino e un falso giornalista e quindi non dovrei sorprendermi più di tanto. Quindi, dall'alto della tua straordinaria professionalità, tu sai già che cosa io dirò a Soru in occasione dell'incontro del 21 a Ghilarza. Ti dispiace mandarmi qualche appunto? Non vorrei deluderti troppo. Documentati o cambia mestiere. Marcello Fois
Venerdì 9 Settembre 2005 - 12,24
SORU E FOIS DANNO LA LINEA A GHILARZA
Per chi non avesse ancora capito chi è il braccio e chi è la mente; per chi non avesse ancora capito in che rapporto sta oggi la nuova intellettualità militante con la politica; per chi non avesse ancora capito chi tra gli scrittori sardi conta e chi no; per chi non avesse ancora capito che è venuto il momento di prendere la linea cultural-intellettual-letteraria dall'autorità costituita e dal suo primo scrittore; per chi non avesse ancora capito tutte queste ed altre cose, o per chi, più colpevolmente, si ostina a non capire, consigliamo di partecipare al dibattito 'La nuova letteratura e l'immagine della Sardegna. Come cambia l'isola di oggi e di ieri'. Parteciperanno Renato Soru (presidente della Regione Sardegna) e Marcello Fois (scrittore). Appuntamento venerdì 21 ottobre alle ore 18 alla Torre Aragonese di Ghilarza, nell'ambito del Mese della Cultura. Astenersi perditempo e critici nei confronti dei tagli alla cultura e allo spettacolo operati dalla Giunta Soru con la benedizione silenziosa di Marcello Fois. Per chi non avesse ancora capito, in definitiva, in che mani è finita la cultura in Sardegna.
Lunedì 5 Settembre 2005 - 15,28
GIOVANNI LINDO FERRETTI 'FEDELE ALLA LINEA' DEL PAPA
C'è sempre da diffidare da chi sventola la bandiera dell'ideologia nel campo dell'arte e della cultura. Perché per questi personaggi ogni ideologia va bene, basta che fornisca un adeguato numero di dogmi e di slogan. Così l'artista ideologico, quando viene tradito dal suo credo, va a cercarsi da un'altra parte una fede forte, non necessariamente coerente con quella professata in precedenza. Il rischio di trovarsi nel campo che una volta era avverso è dunque altissimo. Ma per gli artisti ideologici questo non è un problema, anzi. Così Giovanni Lindo Ferretti, quello dei Cccp prima e dei Csi poi, quello 'fedele alla linea', ha annunciato ieri dalle colonne dei quotidiani sardi che gli 'piacciono molto i libri di Ratzinger' e che all'Unità ora preferisce il Foglio di Ferrara, 'perché la storia cambia, stolto sarebbe non accorgersene, non accettare i mutamenti fuori e dentro di sé'. Fedele alla linea: del Papa.
Martedì 23 Agosto 2005 - 16,44
IL POMPINELLO E LA CRISI DELL'OCCIDENTE
Mentre il presidente del Senato Pera individua l'origine della crisi della società occidentale nel suo distacco dai valori religiosi cristiani, la Sardegna partecipa più umilmente a questa decadenza epocale sfidando le immutabili leggi del ridicolo. Apprendiamo dalla Nuova Sardegna di oggi che a Siniscola l'ex maresciallo della Guardia di Finanza Francesco Trunconi, 62 anni, consigliere comunale e provinciale di Forza Italia, ha pensato di imbottigliare su scala industriale il liquore della pompia, un frutto simile ad un grosso limone. 'Ottenuta la formula giusta', racconta il giornalista, 'si è fatto carico di registrare il marchio chiamandolo Pompinello'. Avete letto bene: Pompinello. 'Nella etichetta', continua il giornalista, attento a non ingenerare equivoci nelle perverse menti dei suoi lettori, 'viene esplicitato che si tratta di un fine liquore ottenuto per infusione in alcol di scorze di pompia'. Il giornalista, da vero professionista, non ha fatto una piega: noi neppure. E già sentiamo riecheggiare nei bar delle Barbagie e dei Campidani la fatidica frase: 'Salvato', ite buffasa? Da cherese una birra?'. 'Ma cali birra! Donamì unu Pompinello!'.
Sabato 13 Agosto 2005 - 12,46
CASO COLUMBU, ROMA INFIERISCE SULL'AYATOLLAH CASULA
Tra i tratti qualificanti di certa intellettualità sardo-fondamentalista c'è sicuramente l'autolesionismo. L'ultima (speriamo) puntata del caso Columbu l'ha scritta infatti l'ormai mitico dottor Blandini, il 'censore' del regista di Ollolai, rispondendo oggi sulle colonne del Giornale di Sardegna all'ennesimo attacco scomposto di Francesco Casula, ayatollah della lingua e delle cause (sarde) perse. Il Direttore generale per il Cinema al Ministero ha letteralmente massacrato Casula, che qualche giorno fa aveva sproloquiato su lingua sarda e dialetti attici, tentando l'ennesima difesa d'ufficio al suo compaesano. Poteva tacere Casula, ma non lo ha fatto. Blandini non si è impietosito e lo ha ridicolizzato con una risposta il cui finale riassume bene i termini della questione e ci ricorda come, in nome dell'ideologia sardo fondamentalista, certi intellettuali isolani non hanno paura di niente, nemmeno di rendersi ridicoli (infatti scommetto un euro che Casula, imperterrito, risponderà anche stavolta). Scrive Blandini, concludendo la sua lettera che vi invito caldamente a leggere: Desidero infine porgere una domanda al sig. Casula: del progetto in questione ha letto la sceneggiatura? E il piano finanziario? E quello di lavorazione grafica? E l'ipotesi di cast tecnico-artistico? E il curriculum vitae della società produttrice? E le ipotesi di distribuzione? E le componenti tecniche e tecnologiche? E la fattibilità del progetto in relazione ai suoi costi? Noi sì. Se ritiene può comunicatrci, sia pur a titolo di curiosità, la sua opinione.
Post scriptum Giriamo idealmente le domande di Blandini ai vari Spissu, Pilia, Milia, Cerina, Marroccu e politicanti vari che ci hanno deliziato con le loro difese d'ufficio a Columbu. Buon ferragosto a tutti.
Venerdì 12 Agosto 2005 - 12,23
LETTERA AD ARES SU LINGUA SARDA E CRITICHE AL PRESIDENTE
Ciao Ares, permettimi un'osservazione in merito a queste poche righe: 'Pur interessante, l’idea ispiratrice non appare sostenuta da dialoghi adeguati e coinvolgenti poiché l’uso del dialetto sardo appare piuttosto pretestuoso e non motivato da altra ragione che non quella di realizzare un prodotto dal sapore etnografico'. Personalmente non ne posso più di leggere e sentire parlare di DIALETTO SARDO. E non è una sottigliezza terminologica. In tutto il mondo le persone di cultura sanno che il sardo è una delle undici lingue neolatine; in tutto il mondo tranne che in Italia, dove ci si può laureare in lettere senza sentir mai parlare di una lingua sarda. In tutto il mondo -e soprattutto in Europa- si tengono convegni sullo status quaestionis del sardo, l'università di Berlino dedica alla nostra LINGUA un'intera parte del suo sito (bellisssimo, peraltro), e ancora nella penisola pensano che sia il nostro campanilismo a farci parlare di lingua sarda. Questo non è un complotto antisardo, è pura ignoranza. P.S. Detto tra noi, non è che sei un po' di parte? No, perché ultimamente a leggere Godot sembra di leggere L'Unione, con le sue filippiche contro il 'dittatore' (che abbiamo votato).... Ciao, Francesca Omnis cogitatio nostra implexa verbis.
Giovedì 11 Agosto 2005 - 1,48
REPUBBLICA COME LIBERO. E SORU RINGRAZIA…
La terra vista dalla luna è una placida e bellissima palla bianca e blu. Renato Soru visto da Repubblica è un miliardario buono e gentile che ha fermato a mani nude la speculazione edilizia sulle coste sarde. Visione parziale, immaginetta elettorale. Ma una gigantesca, scandalosa, indecente falsità non fa onore né al presidente sardo né tantomeno al prestigioso quotidiano romano. Un paragrafo, della lunga intervista firmata ieri da Francesco Erbani nella pagina della cultura e dal titolo 'La Sardegna del futuro', lascia esterrefatti e getta qualche ombra sull’operazione mediatica apparecchiata dal quotidiano a sostegno del nostro presidente. Scrive il giornalista: Sulle vecchie miniere si è scatenata giorni fa una violenta contesa. Sono arrivati in Sardegna i dirigenti di grandi società immobiliari e uno di loro ha sorvolato un rudere industriale con un elicottero dei carabinieri. È esploso il finimondo: il centrodestra ha accusato Soru di proteggere le coste per dirottare le mire dei costruttori su altri beni. Senza entrare nel merito politico della vicenda, sappiamo tutti che il centrodestra ha accusato Soru di ben altro, di avere cioè sorvolato in compagnia di alcuni immobiliaristi e su un elicottero dei carabinieri, i terreni di sua proprietà sulla costa di Arbus. Quella di Repubblica non è una semplice cantonata. È molto, molto di più. Una 'svista' degna di Libero o La Padania. Che tristezza. Di sicuro per capire cosa succede sulla terra non bisogna osservarla dalla luna. Di sicuro per capire chi è Renato Soru non bisogna leggere Repubblica di ieri.
Venerdì 5 Agosto 2005 - 17,49
CASO COLUMBU, LA PIÙ GRANDE FIGURACCIA DELLA STORIA RECENTE
Sono proprio curioso di vedere cosa diranno adesso i vari Spissu, Pilia, Milia, Cerina, Pacifico, Marrocu e tutti gli altri illustri difensori della patria sarda dalle offese del continentale cattivo, protagonisti di una delle più grandi figuracce della nostra storia recente. Partiti lancia in resta a difesa di Giovanni Columbu e del suo progetto bocciato dalla commissione del Ministero, sono stati smentiti da una lettera proveniente da Roma nella quale si ricorda che fra i cinque film finanziati ci sarà anche 'Sonetaula' di Salvatore Mereu. Come la mettiamo, dunque? Cosa si dirà adesso? Che Columbu è stato bocciato perché più sardo di Mereu? Oppure che a Roma non sapevano che Mereu era sardo e che è stato finanziato per sbaglio? A noi non resta che deliziarci ancora con le parole di questi politici, ayatollah della sardità, le cui minacce mezzo stampa suonano ridicole a poche ore dalla loro pronuncia. Giacomo Spissu (presidente del Consiglio regionale): 'L'esclusione è gravissima perché alla base della decisione vi sono motivazioni che offendono l'intero popolo sardo'. Elisabetta Pilia (assessore regionale allo Spettacolo): 'Non si capisce perche' un film di un regista italiano che ha scelto di far recitare gli attori in lingua sarda debba essere discriminato rispetto ad altri'. Graziano Milia (presidente Provincia di Cagliari): 'Esprimo dubbi anche sulla costituzionalità della motivazione che esclude il film di Columbu'. Luciano Marrocu (assessore alla Cultura della Provincia di Cagliari): 'E' una sentenza ideologica che pone alla periferia quello che è centrale'. Giovanna Cerina (consigliere regionale Progetto Sardegna): 'L'esclusione è un'inaccettabile scelta di politica culturale'. Nazareno Pacifico (consigliere regionale Ds): '...ritenuto che la succitata decisione assunta dalla Commissione ministeriale per la Cinematografia violi di fatto gli impegni assunti dallo Stato per la valorizzazione e la tutela delle minoranze linguistiche e che il giudizio dell'opera cinematografica Su Re, in lingua sarda, del regista Giovanni Columbu, appaia sprezzante nei confronti della cultura sarda, tanto da evidenziarsi come componente discriminante nei confronti del popolo sardo...'. Mezione d'onore al Il Giornale di Sardegna: 'Nella commissione che ha boicottato Columbu c'è anche Gianni Boncompagni, re del trash televisivo'. Che ha gradito anche il film di Mereu. Non ci saranno mica scene di sesso con minorenni?
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